“Tutte le cose che mi circondano
sono soltanto specchi
nei quali scorgo costantemente
il riflesso di te.”
UomoMacchina
“Tutte le cose che mi circondano
sono soltanto specchi
nei quali scorgo costantemente
il riflesso di te.”
UomoMacchina
Cadono come capelli che non ricrescono
e si diradano per lasciar spazio alla cute nuda.
Una piuma in meno per ogni desiderio esaudito
ad un mortale ignaro di quanto sia costato.
Poche piume rimaste sulle ali,
spiegate sempre più di rado,
ritratte dapprima per vergogna,
ormai atrofiche e impotenti.
Un tempo volavano e volteggiavano
dominando il vento e le sue correnti.
Oggi sono angeli che camminano a testa china
non già per mancanza di amor proprio o dignità,
ma soltanto perché portan sulle spalle
il peso di un passato di gloria e nobiltà.
UomoMacchina
“Sono anni, ormai, che soffro di stomaco.
Non a causa di ciò che mangio, ma per colpa di ciò che vedo!”
UomoMacchina
“…nessun rimpianto, nessun rimorso
soltanto certe volte capita che
appena prima di dormire
mi sembra di sentire
il tuo ricordo che mi bussa
ma io non aprirò.”
Max Pezzali
“…però tratterrò il fiato e resterò in silenzio,
aspettando di sentire il rumore dei passi
e allora guarderò dallo spioncino
per vedere se sei tu che ti allontani
oppure è soltanto il mio cuore
che continua a battere per te.”
UomoMacchina

C’è qualcosa di perverso
nel sentirsi assai diverso
nel vedere ognuno immerso
nel suo piccolo universo.
È un pensiero controverso
circa il quale non converso
o, se accade, tergiverso,
non perché io sia introverso,
ma mi guardan di traverso
se mi esprimo in modo terso.
È un destino certo avverso
e di uscirne non c’è verso,
ma giammai sentirmi perso:
questo è il MIO universo inverso!
UomoMacchina
Sono chiuso nel mio guscio
e cerco un varco,
un’uscita da me stesso…
E nel caso la trovassi
ho già in mano il saldatore
per poterla sigillare
nell’ipotesi a qualcuno
venga in mente
la felice idea di entrare!
UomoMacchina
Dicono che i bambini siano la voce della verità. Dicono anche che i figli siano il riflesso dei genitori. Dicono che essi rappresentano il futuro.
Ebbene, un po’ questo mi disorienta, un po’ quasi mi spaventa.
Qualche volta mi capita di ascoltare dei piccoli che parlano ai grandi oppure che parlano tra di loro e, a prescindere da quello che stiano dicendo, mi fa rabbrividire il modo in cui formulano alcune frasi. 
E non mi riferisco ai congiuntivi ed ai condizionali, ormai me ne sono quasi fatto una ragione, so che sono stati spodestati dell’indicativo imperfetto; mi riferisco all’utilizzo dei verbi essere ed avere quando non utilizzati come ausiliari: li senti pronunciare frasi composte utilizzando esclusivamente il verbo avere, nella sua accezione di possesso. Sono proprietari di giocattoli, di oggetti, di vestiti, di scelte persino, addirittura di decisioni!
“Io ho la Playstation 3…”, “…io ho un cucciolo di labrador…”, “Io ho un telefonino 3G…”…
Queste sono le frasi che sento pronunciare.
Di certo quando ero bambino anch’io pronunciavo frasi simili insieme ai miei coetanei, ma noi preferivamo di gran lunga il verbo essere, nella sua accezione qualificativa: “…io sono capace di arrampicarmi su un albero…”, “Io sono il più bravo della classe!”, “…e io sono Gig Robot d’Acciaio.”. (continua…)
Questo è uno di quei momenti.
Quei momenti in cui tutto sembra quadrare.
Quei momenti in cui ne ho quasi la certezza.
Ma è solo un momento; e presto svanirà così come è arrivato.
Già: fra un attimo non sarò più così certo.
No. Tra un attimo mi convincerò che è solo la stanchezza, la solitudine.
È colpa dei pensieri che girano e rigirano nella mia mente. O forse è solo questo maledetto mal di testa che mi fa quasi perdere il contatto con la realtà.